Cercola. Impianti Pubblicitari: esplode l’emergenza legalità

pensiline

Cercola (Na). - La richiesta di un’impresa  locale , relativamente alla concessione per l’ espletamento del servizio pubblicità su paline e pensiline funzionali al servizio di trasporto pubblico locale, sta facendo emergere un inquietante quadro amministrativo, dove l’applicazione della legge potrebbe risultare essere clamorosamente  un vero optional nell’azione politica ed amministrativa.

Da ben 115 giorni – quindi 4 mesi – la Gri.Ci s.a.s. ha presentato, senza ottenere un briciolo di risposta,  al sindaco Vincenzo Fiengo ed ai vari funzionari la richiesta di autorizzazione per l’espletamento del  servizio pubblicità su paline e pensiline della ditta stessa, la quale è titolare di concessione provinciale del servizio trasporto pubblico locale, che servirà per il 95% il territorio di Cercola. La Provincia di Napoli ha fissato un termine perentorio – 28 febbraio 2014 –  entro il quale la ditta concessionaria deve iniziare a svolgere il servizio di trasporto pubblico locale, pena decadenza della concessione stessa. Visto che il progetto “Cercola in Corsa” si autofinanzia,  in gran parte,  anche attraverso i proventi derivanti dalla raccolta pubblicitaria espletata  su questi impianti pubblicitari il comune sta esponendo la ditta al cospetto di un grosso danno economico e di immagine.

Una nota del nuovo Capo della Polizia Municipale Franco Sodano, inviata al sindaco Vincenzo Fiengo un mese e mezzo fa,  sta letteralmente facendo emergere un processo ambiguo sul fronte dell’applicazione delle normativa al Comune di Cercola.  Sodano ha sottolineato, in quella nota,  l’incompetenza della Polizia Municipale  a ricoprire la funzione del servizio pubblicità , come previsto erroneamente dall’art.68 del Regolamento Comunale degli Impianti Pubblicitari, visto che si viola il principio costituzionale della separazione dei poteri e delle funzioni pubbliche: la separazione tra il ruolo di controllore ( quello in seno ai caschi bianchi) e quello di controllato. La posizione di Sodano, oltre che costituzionalmente garantita, è anche chiarita dalla Legge Anticorruzione del 2014.  Questa novità in seno all’evolversi dell’agire amministrativo tende a palesare l’illegittimo parere espresso, ed indirizzato al sindaco Fiengo, dall’ex Tenente Michele Sannino, il quale,  nonostante che la stessa ditta Gri.Ci. s.a.s. evidenziò la presenza anomala di quest’assegnazione del servizio al sindaco Fiengo,  procedette  alla stesura del parere: probabilemente viziato sia nella forma che nella sostanza. ” L’assegnazione del servizio pubblicità  su paline e pensiline, come da art 25bis, comma 1 e 2 ,  del regolamento degli impianti pubblicitari, è affidato attraverso procedura concorsuale e/o trattativa privata”, ecco quanto fissato in un parere  da Sannino il giorno 30 ottobre 2014, ad un giorno dal pensionamento, durante le ferie ( da accertare lo smarcamento del cartellino) , oltre che sul piano formale anche nella sostanza sarebbe viziato il parere , visto che l’art. 25bis al comma 3 dispone  che il comune può  anche autorizzare direttamente la concessione del servizio pubblicità. Questo affidamento diretto è previsto dal codice degli appalti, data la caratteristiche speciale che riveste il trasporto pubblico locale.

Questa tentativo istituzionale – amministrativo e politico – di schiacciare un’impresa privata nei meandri dell’interpretazione ambigua, spesso in piena violazione delle norme, ha fatto accendere la nostra attenzione sul comportamento dell’Amministrazione Comunale al cospetto dell’installazione selvaggia dei tabelloni pubblicitari in città. Oggi si notano queste installazioni in piena violazione del Codice della Strada: sotto ai ponti, nelle curva, sui dispositivi di protezione, sulle rampe autostradali, negli incroci, ecc. Ovviamente, il sindaco Vincenzo Fiengo, massima espressione della legalità sul territorio e garante della salute pubblica, non ha ancora disposto un’ordinanza di rimozione di questi tabelloni, tanti di questi possono distrarre l’automobilista, vedi nell’uscita della SS 268 in via Argine, e provocare incidenti. Un altro aspetto inquietante che è balzato alla nostra attenzione è relativo alla gara di appalto – non si riscontrano tracce di essa all’albo pretorio on line – espletata nel 2013, sotto la gestione commissariale. E’ filtrato, però, che ad essere chiamati per  partecipare alla gara furono le sole ditte che detenevano i tabelloni abusivi in città, avete capito bene le sole ditte abusive, senza allargare la partecipazione ad altri concorrenti, e sembra che le stesse ditte all’epoca, come sembrerebbe anche adesso, non avrebbero  versato i soldi – più di 10.000 € –  per l’abbattimento in danno dei propri tabelloni installati abusivamente su tutto il territorio comunale. Risultò davvero incredibile che le ditte specializzate del settore boicottarono l’invito del commissario straordinario a rimuoverli a proprio spese, creando un danno economico alle casse comunali.  Un altro dato inquietante è relativo al fatto che qualche società è  riconducibile a parenti diretti di qualche funzionario e dipendente comunale : qualcuno di esso avrebbe  partecipato all’ambigua discussione della pratica presentata per il servizio di pubblicità all’azienda di trasporto pubblico locale succitata.

Infine, un altro aspetto che fa riflettere sul fronte della legalità è relativo all’assegnazione del servizio pubblicità sui tabelloni, il loro attuale svolgimento dell’attività pubblicitaria è viziato in origine, l’art. 68 del Regolamento degli Impianti pubblicitari, che assegna il servizio pubblicità alla Polizia Municipale è illegittima, e   come emerge dalle continue conferenze dei capigruppo consiliari, si andrà modificare ed assegnare al responsabile del servizio tributi questa funzione, vista l’eccezione di legalità mossa da Sodano ed accompagnata dal sostegno delle leggi nazionali, in particolare quella Anticorruzione, l’assegnazione del servizio pubblicità alle società che raccolgono pubblicità sui tabelloni presenti in città è illegittimo, quindi, il sindaco Fiengo dovrebbe  procedere d’ufficio ed annullare questo affidamento, tenendo conto che l’autorizzazione fu rilasciata dall’ex capo dei caschi bianchi Michele Sannino, organo incompetente a svolgere tale funzione.

La politica locale,invece,  vivacchia sulle guerre di tutele delle proprie posizioni: ma nulla delle loro  va a coniugarsi con l’attenzione verso  questo contesto inquietante dove resta vittima un imprenditore che nel rispetto delle leggi, a differenza di altri, vuole vedersi assegnato i servizio che gli compete, noi ci chiediamo: questo imprenditore viene bloccato perchè andrebbe in concorrenza di qualche intoccabile, garantito dai poteri locali? I paladini della libertà e della legalità – così dicono loro –  del Partito Democratico sono  in imbarazzo per la posizione del capogruppo Salvatore Grillo, il quale deve fare i conti con l’azione del cognato Michele Sannino, ex capo dei vigili urbani , mentre Forza Italia  è  tra i principali responsabili del’approvazione di questo ambiguo strumento – regolamento degli impianti pubblicitari – approvato sotto il governo comunale PDL del 2012, dove spiccava nella Commissione per i Paesaggio – organo che diede il parere di conformità  ambientale e paesaggistico – l’attuale capogruppo Giorgio Esposito, ed aveva in Giunta Municipale,  il fratello Aniello: insomma una gestione domestica degli interessi pubblici.

Sorprende questo stato di ambiguità nel processo amministrativo visto che ci sono tre avvocati al timone del comune: Vincenzo Fiengo – amministrativista -, Riccardo Meandro – Cassazionista – e Luigi Di Dato - Civilista – . Sono distratti o altro?

il direttore Gaetano Busiello

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