Napoli. Un dicembre da meraviglia con le date de “Il Museo del Sottosuolo”

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Napoli. – 15, 16 e 22 dicembre. Tre date all’insegna delle emozioni. Location il Museo del Sottosuolo, con i suoi ambienti sotterranei a 25 metri sotto la superficie. A gestirlo i volontari dell’Associazione La Macchina del Tempo.

Nel frattempo continuano le visite nelle viscere della terra (turni di visione: 10-12-14-16-18) tra geodi, travertini, strumenti d’esplorazione, reperti bellici e testimonianze di vita: dalle pipe dei cavatori, alle lucerne, passando per macchine da cucire e scambiatori elettrici.

Un sottosuolo che, con le sue varie destinazioni d’uso, racconta tante storie…. Splendida la riambientazione Medioevo a cura della Reenactment Society (www.reenactmentsociety.org ).

Sabato 15 dicembre, sul nostro percorso, allestito tra i cunicoli e le cisterne del Museo del Sottosuolo, abbiamo incontrato il cerusico, il medico dell’epoca, con la sua strumentazione, che lottava contro la malasorte, che si credeva fosse causata da qualcosa presente nell’aria. E l’artigiano che lavorava il cuoio, capace di creare con le proprie mani e con strumenti rudimentali, non solo vestimenti utili per andare in battaglia, per evitare che le spade affondassero nei corpi, ma anche oggetti di rara bellezza, vere e proprie opere d’arte, come le scarselle da cintura, finemente intagliate.
Tanti gli utensili dell’epoca, tipici della vita quotidiana, il cui uso è stato illustrato al pubblico. Un balzo indietro di secoli… tra pinze, cauterizzatori, ampolle, piatti e bicchieri in osso, rudimentali divaricatori, cucchiai con varie destinazioni d’uso e così via… Ad una svolta ecco venirci incontro una donna con il capo coperto, in segno di pudicizia, come si conveniva ad una signora maritata che apparteneva al proprio marito e non doveva mostrare segni di vanità. Ad incedere, attraverso i cunicoli, uomini e donne del popolo ma anche nobildonne dallo sguardo color del cielo ed i gesti leggiadri.

Domenica 16 dicembre si sono risvegliati desideri ancestrali con lo spettacolo “Vulio” messo in scena dalla compagnia teatrale Extravagantes.
Una discesa nelle spire del desiderio, che accompagna anche dopo la morte, che cova anche sotto la cenere, che arde anche dietro le preghiere più caste.
Che incatena l’anima alla terra. E che alla fine esplode incontenibile… non riuscendo più a tacere, a celarsi dietro le nenie. Un desiderio che porta alla fusione… Dal desiderio hanno avuto origine due terre, quella partenopea e quella siciliana. Dall’amplesso ardente tra l’elemento maschile, il Vesuvio, en quello femminile l’Etna ha avuto origine il Regno delle Due Sicilie.
Un desiderio che serpeggia nei pensieri e si fa carne. Perchè il desiderio ha il volto, la bocca ed il corpo di una donna. Una donna che sfrontata porta
l’uomo ad affrontare l’ignoto fino a perdersi ed a ritrovarsi…..

“Perfettamente inserita nella straordinaria cornice di acquedotti sotterranei greco-romani, la Compagnia Teatrale Extravagantes ha proposto un testo che, memore dei teatri-libro di Carmelo Bene e di commedie di pirandelliana memoria, fa sì che il pubblico interagisca con gli attori in scena, che miscelano lingua napoletana e siciliana, facendosi spettatore e, al tempo stesso, parte di quel funebre corteo di anime vaganti”.

Sabato 22 dicembre l’appuntamento è stato con “Luce dal Sottosuolo”,  evento a cura di Simona Perchiazzi (www.luminarianapoli.it) In collaborazione con TeatrInGestAzione viene realizzato “Lungo le Pendici della Gola”, episodio di “avVento”. Un’opera sistemica pluriennale, composta da episodi creativi che di volta in volta vengono rielaborati in dialogo con gli spazi e i nuovi corpi che l’opera stessa attraversa. Rimarginare confini come fossero ferite. Ferite come fossero confini. E così scrivere con loro e per
loro un nuovo tracciato. Riflessioni su quanto siano fittizie le divisioni, sulle voragini che si aprono nell’animo umano, sulle identità lacerate dal bisogno di costruire muri per difendersi dalla paura dell’altro da sé, per isolare la diversità. Un percorso svoltosi in antri bui, guidati da suggestive presenze che illuminavano il cammino con lampade sprigionanti una luce blu. Sul percorso, all’improvviso, ecco fare la loro comparsa figure peculiari, portatrici di un messaggio, di uno sprazzo di riflessione che fuga il buio, dentro e fuori l’essere umano. Tutt’intorno luci guizzanti e parole che si arrotolano in discorsi ed in slogan. Parole a volte confuse, che divengono un nastro martellante che finisce per perdere di significato acquistandone uno più profondo. Confini di luce, che separano il visibile dall’invisibile, attraversati nel tentativo di conquistare la possibilità di vedere oltre la visione.

In programmazione il calendario dei prossimi eventi.
Per maggiori informazioni e prenotazioni: Museo del Sottosuolo: piazza Cavour 140
Associazione La Macchina del Tempo www.lamacchinadeltempo.info
Tel 392 159 89 96; fax 081 00 99 113

Redazione Cultura

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