Pomigliano. Immobili ex 219, non esisteva traccia di informativa degli occupanti

municipio di pomigliano d'arco

Pomigliano d’Arco (Na). – Due mesi di lavoro per l’assessore Raffaele Esposito, ed ecco i dati reali relativi agli immobili della ex 219. Una situazione, quella trovata da Esposito, ai limiti dell’assurdo: in municipio non esisteva, finora, un quadro completo inerente la gestione degli appartamenti del Parco Partenope. Non c’era un solo file, né un programma di gestione che indicasse a chi sia assegnato ciascun appartamento, se si tratti di un assegnatario iniziale o subentrato, se occupi abusivamente l’immobile o versi il canone al Comune.

Un canone di locazione irrisorio, ovviamente, perché parliamo di quote mensili che vanno da un minimo di 9 euro a un massimo di 22 euro. «L’Ufficio Patrimonio non riusciva, tramite un software di gestione, a verificare se questi canoni fossero effettivamente riscossi - spiega Esposito –  dunque abbiamo ritenuto produttivo scorporare l’ufficio Patrimonio dal settore Progettazione e Infrastrutture e accorparlo al settore Risorse Finanziarie in modo che il nuovo dirigente al Patrimonio, la dott.ssa Anna Maria De Falco, potesse avere un controllo costante ed un controllo periodico dei canoni riscossi».

L’ultimo censimento di tutti gli alloggi ex 219 risale al 2009 e i dati erano sì in municipio ma «cestinati» in due grossi contenitori di cartone. «Grazie all’impegno profuso da un giovane tirocinante, Ciro Del Tufo, questi dati sono stati trasformati, in soli due mesi, in file digitali in modo da poter elaborare un foglio di calcolo con l’indicazione di ogni singolo appartamento e le relative informazioni – continua l’assessore - ora possiamo controllare con un semplice “clic” chi occupa quelle case, a quale titolo, e se versa il canone dovuto».  Ora si passerà al secondo step: per ciascun appartamento, sarà la Polizia Locale a verificare materialmente se la persona che risulta agli atti occupante dell’immobile lo occupi effettivamente. La terza fase prevede la riscossione coatta dei canoni non versati. I dati divisi per settore, con il riscontro dei canoni versati da maggio 2007 ad aprile 2012 forniscono informazioni precise: il settore UNO si compone di 128 appartamenti ed è suddiviso in 5 edifici. Su 128 alloggi solo 4 risultano nel periodo in esame, aver sempre pagato il canone, 26 hanno effettuato tra 41 e 60 versamenti, 40 tra 21 e 40, 27 tra 1 e 20 versamenti, 35 non hanno mai pagato un solo euro. Il settore DUE si compone di 127 appartamenti ed è suddiviso in 5 edifici. Di questi solamente due hanno sempre versato, 8 tra i 41 ed i 60 versamenti, 35 tra i 21 ed i 40, 38 tra 1 e 20 versamenti e 46 non hanno mai pagato. Il settore TRE si compone di 147 appartamenti ed è suddiviso in 7 edifici. Di questi solamente uno risulta in regola, 7 hanno versato tra 41 e 60 canoni, 27 tra 21 e 40, 27 tra 1 e 20 e ben 86 non hanno mai versato un euro. Il settore QUATTRO si compone di 20 appartamenti ed è composto da un solo edificio. Di questi nessuno risulta essere in regola, la metà non ha mai versato un euro. Stesso discorso per i settori CINQUE e SEI, entrambi composti da 20 alloggi e da un  solo edificio per entrambi nessuno risulta essere in regola e più della metà non ha mai versato un canone. «Un vero e proprio scandalo – commenta l’assessore Esposito – un danno erariale per le casse comunali incalcolabile, le precedenti amministrazioni non se ne sono mai interessate, forse per convenienza o per un ritorno elettorale. Eppure parte dei soldi che i cittadini pomiglianesi versano alle casse comunali sono destinati alla manutenzione straordinaria di questi alloggi».

Circa 400 mila euro solo per la manutenzione degli ascensori. In totale quasi 980 mila euro.  «Bisogna garantire i servizi e la manutenzione in tutta la ex 219 ma è anche giusto che chi usufruisce di questi alloggi inizi a pagare regolarmente - sottolinea l’assessore Esposito - nell’ex 219 il comune possiede anche locali con destinazione d’uso polivalente e 13 locali commerciali. Un’altra vergogna, i locali polivalenti risultano affidati in comodato d’uso gratuito a varie associazioni  che operano a vario titolo, ma in molti locali queste associazioni usufruiscono  delle utenze idriche ed elettriche del comune. Ciò vuol dire che il Comune concedeva non solo il locale ma pagava anche l’energia elettrica e l’acqua. Invece i locali commerciali risultano liberi, ma di fatto sono  occupati abusivamente. Il lavoro sarà enorme e noi, come indicato dal sindaco Lello Russo, abbiamo il compito di portarlo al termine. Sarà tolleranza zero contro morosi e abusivi».

Ufficio Stampa Città di Pomigliano d’Arco

 

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