Cercola. Commissioni consiliari, il M5S accusa Sorrentino: “Non c’è democrazia”. Imbarazzante composizione all’urbanistica

comune di cercola

Cercola (Na). - Dopo un inspiegabile ritardo di dieci mesi arrivano le commissioni consiliari permanenti, ossia gli organi consultivi del consiglio comunale, previste dallo Statuto Comunale per snellire i lavori del consiglio comunale: l’annuncio è stato dato dal Movimento Cinque Stelle Cercola, che dal loro blog accusano fortemente: “Non c’è democrazia!”.

Irregolarità procedurali e l’imbarazzo emerso all’indomani della lettura dei componenti della Commissione Consiliare Urbanistica dimostrano una volontà , ormai storica, di maggioranza ed opposizioni volte a narcotizzare l’applicazione delle norme finalizzata al “governiamo tutti insieme allegramente”.

Decreto di nomina dei componenti delle commissioni consiliari viziato dalla mancata applicazione dell’art.52 del Regolamento di Funzionamento del Consiglio Comunale. Il MoVimento 5 Stelle – denunciano i grillini locali – non ha mai raggiunto alcuna intesa circa la costituzione delle commissioni né fornito indicazioni sulla designazione all’interno delle stesse del proprio Portavoce Giovanni Rinaldi”, quindi, è chiaro che l’art.52 dello strumento consiliare dispone quanto segue: “La loro composizione numerica e ripartizione tra i gruppi consiliari, sono stabiliti con provvedimento del Presidente del Consiglio Comunale previa intesa con i Capigruppi Consiliari”. Luigi Sorrentino (gode di un’indennità di funzione mensile pari a 1350€), presidente dell’assise cittadina, non solo non è stato capace di raggiungere un’intesa politica, ma è andato oltre, non ha inserito nel decreto di nomina dei componenti il mancato accordo con il Movimento Cinque Stelle, come d’altronde non è stato inserito , invece, l’accordo con Forza Italia e Partito Democratico, resta da valutare, invece, la posizione di Valore Cercola. “Il MoVimento 5 Stelle - così spiegano i pentstellati dal loro blog – ha trovato enorme difficoltà ad interloquire nel momento in cui la maggioranza, per mezzo del suo rappresentante, il Presidente del Consiglio Comunale Luigi Sorrentino, ci presentava un ‘format commissioni’ già bello, pronto e blindato da  accettare e basta! Non è un caso se all’art. 22 dello Statuto Comunale è scritto: ‘le Commissioni consiliari permanenti sono quelle relative alle materie, assegnate ai singoli Assessori” ed anche qualunque decisione in difformità a tale indicazione sarebbe dovuta essere, a nostro avviso, motivata da parte del Presidente. Per questa ragione abbiamo proposto più volte di comporre le commissioni facendole coincidere con i 5 assessorati dotandole di 7 componenti mantenendo inalterato il costo dell’organo e consentendo a tutte le opposizioni di essere presenti!’

Il presidente Sorrentino stabilisce arbitrariamente il numero delle commissioni  e le materie da assegnare alle commissioni. Un’altra irregolarità procedurale nel processo di costituzione delle commissioni sarebbe relativa alla istituzione del numero delle stesse commissioni  e la ripartizione delle materie in esse. Sorrentino , ha sottratto al consiglio comunale il potere di decidere, probabilmente non tenendo conto   dell’art. 52 , comma 1, che recita testualmente: “Per una più approfondita e spedita  trattazione degli argomenti di competenza del consiglio comunale sono istituite in seno allo stesso…..”, quindi, quale norma o processo divino ha donato al Sorrentino il potere di accorpare deleghe diversissime in un’unica commissione oppure stabilire che le commissioni consiliari debbanno essere sette, quando invece gli assessori  ne sono cinque? L’indirizzo politico è in capo ai rappresentanti del popolo, non al presidente consiliare, quindi, tal potere doveva essere esplicato dal consesso civico, come emerge nel corpo dello Statuto Comunale e del Regolamento di Funzionamento del consiglio comunale. Non vale nemmeno il grezzo riferimento al “che si è sempre fatto così” emerso nel corso della conferenza dei capigruppo, in quanto le materie inserite nelle sette commissioni di adesso sono diverse rispetto a quelle del 2013. Facciamo alcuni esempi: a) nel 2013 la Pubblica Istruzione era accorpata nella commissione di Igiene e Sanità, oggi , invece, in quella delle Politiche Giovanili e Pari Opportunità; nel 2013 i Lavori Pubblici e Urbanistica eranno accorpati alle Pari Opportunità e Periferie, oggi in invece, alle attività produttive; c)la delega all’Edlizia Scolastica assente nel 2013, oggi in capo al sindaco, però scomparsa dalle commissioni odierne. Ecco solo alcuni esempi clamorosi.

Commissioni Urbanistica: la lettura imbarazzante dei componenti. Escluso scientificamente  dal ruolo di controllo delle attività consiliare Giovanni Rinaldi del Movimento Cinque Stelle. Entrano in commissione: l’ex sindaco Luigi Di Dato; l’ex assessore ai lavori pubblici Riccardo Meandro; il consigliere del Partito Democratico, architetto  Antonio Tammaro; il geometra Giorgio Esposito, capogruppo di Forza Italie e Biagio Rossi, consigliere comunale di Avanti Insieme. Si discuterà del nuovo Piano Urbanistico Comunale, ci saranno criticità legate alle aree di interesse pubblico: sanatorie in vista? Fa molto discutere per le fibrillazioni e le riflessioni che possanno aprire tali nomi. Luigi Dato, ex sindaco assessore ai lavori pubblici e presidente del consiglio comunale, è stato nell’occhio del ciclone del PD per tanti anni, relativamente alla questione di un’operazione urbanistica riconducibile a terreni di sua proprietà  in Zona Rua del PTP e  C4 del PRG. Giorgio Esposito, vive l’imbarazzo di essere stato progettista, poi passato – il progetto -  sotto la direzione di altro familiare, di alcune opere nelle criticatissime aree di interesse pubblico. Antonio Tammaro, architetto molto vicino al tecnico – architetto Antonio Silvano -  di riferimento del sindaco dovrà spiegare ai suoi predecessori – Ciro Maglione ( Sindaco promotore dell’attuale PRG) –   la posizione dei sindaci del suo partito che arrivano sul territorio , insieme a al  governatore De Luca ad inaugurare opere private in aree di interesse pubblico, sottratte alla valutazione del consiglio comunale. L’ex assessore ai lavori pubblici Riccardo Meandro sarà chiamato a valutare anche l’opportunità del passaggio in consiglio comunale delle convenzioni tra comune e privato all’indomani di nuove licenze edilizie in aree di interesse pubblico: tutti ricordiamo il suo braccio di ferro con l’ex segretario comunale Maria Rosaria Impresa , con il quale impose il mancato passaggio consiliare di un’opera in area di interesse pubblico. A margine la nuova storia del capannone da riconvertire,senza SIAD, in favore di cooperative sociali. Staremo sul pezzo.

il direttore Gaetano Busiello

 

 

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